Dimissioni su “scala planetaria”: MISSIONE (parzialmente) COMPIUTA? O Non?

Nella rivista “PUNTOZERO” (powered by NEXUS), n. 3, vol. 1 – 2012, quindi della prima metà dell’anno scorso (in cui si parlava già del Mali, tra l’altro – dove sarebbe accaduta la guerra della Francia), presentava questa notizia: “DIMISSIONI DI MASSA, INCHIESTE E ARRESTI AI VERTICI DELLE BANCHE NEL MONDO” (pp. 8-9). Questo avrebbe portato anche a colpire la Goldman&Sachs nell’anno che termina, cosa notata anche da Krugman: “Bankers Beaten Back A Bit” (krugman.blogs.nytimes.com/2013/12/30/bankers-beaten-back-a-bit/), che afferma che le grosse Banche han preso dei colpi che lui non si aspettava prendessero.

Ma torniamo alla notizia dell’anno scorso, a quanto pare passata sotto silenzio: “Dal settembre 2011 [data quanto mai “strana”], si moltiplicano a vista d’occhio le dimissioni ai vertici di banche centrali, banche private, istituti di previdenza, fondi pensione, società finanziarie e in altre diramazioni di istituti bancari. […] In molti si chiedono quale sia il motivo di queste dimissioni su scala planetaria e non è certo da escludere che molti ‘topi’ stiano abbandonando la nave prima del naufragio. Denominatore comune di molte dimissioni infatti sono le accuse di frode. Sebbene il sistema bancario si fondi sulla frode della riserva frazionaria, oltre che sul prestito ad interesse, quella che emergono dalle indagini in corso sono truffe all’ennesima potenza” (p. 8). I nomi son quelli del “Gotha” della finanza globale, a scorgerli. “Se fino al 2010, le dimissioni erano circa 2.000 all’anno, nei soli primi mesi del 2012 hanno già superato le 20mila unità. Un vero e proprio tsunami, che colpisce soprattutto il sistema bancario europeo e nordamericano ed in misura minore Russia, Cina ed i paesi asiatici e sudamericani. La crisi economica in corso ha un peso indubitabile su un sistema finanziario ormai logoro, ma forse attraverso essa si sta attuando un vero e proprio rovesciamento dei rapporti di forza geopolitici” (p. 9).

 

Qual è lo scopo di tutto ciò? E, poiché ha proceduto nel 2013 al termine, fino a colpire uno dei “gangli vitali” del Sistema Finanziario Globale della “Grande Prostituta” di “Babylonia”, e cioè la Goldman&Sachs, è terminato?

Segni concordanti fan pensare che si sia ad un punto importante e che la sostituzione sia in gran parte compiuta, ed il Sistema Bancario Europeo Unico, in vigore dal primo gennaio 2015, sia l’inizio di un nuovo sistema valutario globale, probabilmente in sperimentazione nel corso del 2015. Ci sarebbe, insomma, solo da completare taluni passaggi, e senza dubbio l’Mps è fra questi, la decisione da parte di una Fondazione tutto sommato locale di mantenere il controllo va nella direzione sbagliata rispetto alla tendenza che ormai ha preso definitivo controllo della direzione di marcia del mondo. Nessuno più può dirsi “un’isola”, senza contare che l’Europa avrà il più gigantesco conglomerato coerente e sotto controllo di un solo decisore (la Bce) del mondo intero: non è una bazzecola. Personalmente, credo che tutta questa crisi dell’Eurozona sia stata inscenata allo scopo di acquisire il controllo dell’economia finanziaria globale. Gli altri attori del mercato globale dovranno, gli piaccia o non, venire a patti con questo gigantesco conglomerato che, sinora, ha dovuto scontrarsi con resistenze interne all’Europa piuttosto che con vere sfide fuori dalla sfera europea.

Il che non vuol dire che, soprattutto nel Medio Oriente, non vi siano dei problemi: una tale ristrutturazione systemica globale implica necessariamente un cambiamento delle istituzioni politiche, soprattutto, si diceva, laddove si scaricano le contraddizioni sistemiche: in Asia Orientale e, ancor più, in Medio Oriente. Con il termine di “contraddizioni sistemiche” s’intendono solo quelle suscettibili di aver effetto immediato su tutto il globo. La finestra d’opportunità, visto che l’Iran è stato imbrigliato nella strategia classica americana del “contenimento”, per Israele di regolare almeno parzialmente la questione del Libano – Israele non ha mai avuto interesse a far cadere Assad checché ne dicano certuni, il suo problema è il Libano – sarà questi primi mesi dell’anno prossimo (2014), poi la seconda metà dell’anno prossimo presenta possibilità di qualcosa di più grosso, tutto questo, ovviamente, se la strategia di contenimento dell’Iran funzionerà, e solo il futuro potrà dircelo.

Rimane quest’anno prossimo – il 2014 (Anno del Cavallo in Asia Orientale [dal 31 gennaio 2014]) – prima che nel 2015 il sistema globale dell’economia sia completamente mutato. In un anno ne possono ancora succedere di cose. Rimane però questa la direzione di marcia imposta al nostro mondo.

 

Da segnalarsi, nello stesso numero, anche un articolo sulla relazione fra debito e democrazia – se si sia rotto il legame fra le due cose -, ed un altro, dedicato alle Georgia Guidestones (http://it.wikipedia.org/wiki/Georgia_Guidestones).

La “normalizzazione”, ma NON PENSATE, **per favore**, al “comunismo”, noto spaventapasseri ormai spennato

Sbagliato applicarlo al solo “comunismo”, ma le quattro fasi della “sovversione ideologica” son quelle chehanno usato recentemente in Occidente e nel mondo: demoralizzazione, destabilizzazione”,crisi e normalizzazione.

 

Si consideri che la prima può durare da quindici a venti anni

 

Ora stiamo uscendo dalla crisi? Verso la normalizzazione?

 

Nel qual caso, la prossima crisi avrà come centro il Medio Oriente, vi sarà, però “qualcuno” che, alla fine, vi porterà la “Pace” … …

 

Le “Quattro Fasi della ‘sovversione ideologica’”: * DEMORALIZATION

 

** DESTABILIZATION

 

*** CRISIS

 

**** NORMALIZATION

 

(Fonte: www.economicsvoodoo.com/understanding-the-truman-show-part-i-ideological-subversion/)

 

Ma – raccomandazione da seguire -: per favore non fatemi la stupidaggine di applicare queste cose al “comunismo”, sono cose che sono state applicate recentemente a noi, oggi.

 

“L’ARCA, LA SPADA ED IL SANGUE”

NB: Questo scritto sarà su questo blog per poco tempo, poi diverrà a pagamento altrove, sul sito di qualche amico che potrà fungere da supporto ed ospite.

Grazie

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Oggi (4 dicembre, S. Giovanni Damasceno), si cancella lo scritto qui sotto e, come detto, al più presto esso troverà posto in un sito a pagamento, il sito di un amico.

Grazie

 

Alexandre Kojève, “La dialettica in Hegel”, sullo “Stato universale”

Quella di Kojève è una prefigurazione dello Stato globale” cui ormai si tende: una fase è stata portata avanti dal “systema” della “Grande Prostituta di Babylonia” (G.P.) [cfr., il post precedente: “Fine del ‘systema’ detto della ‘Grande Prostituta’”, link: https://associazionefederigoiisvevia.wordpress.com/2013/12/02/fine-del-systema-detto-della-grande-prostituta/], ma le contraddizioni accumulate nel processo di costruzione han fatto sì che sia stata dismessa quella fase ed ormai si tenda ad un crescente controllo sull’economia “libera” della fase precedente (sempre cfr: https://associazionefederigoiisvevia.wordpress.com/2013/12/02/fine-del-systema-detto-della-grande-prostituta/).

Difatti solo la G.P., non il marxismo e comunismo mondiali, che si sono rivelati impari alla bisogna e, soprattutto, hanno storicamente agito come supporti per stati accentrati pre-moderni (Russia, Cina, Corea) oppure come stato sviluppista nei paesi poveri, solo la G.P. è stata in grado di estendersi a livello “globale”, come dicesi oggi, ovvero trans e sovra-nazionale, perché questo è stato il punto dirimente. Non lo è più – dirimente – né può più essere sufficiente quando, come oggi, si passi dal solo estendersi in modalità sovra-nazionale al dover regolare la sovra-nazionalità, e lì la nostra cara G.P. non va più bene, è anche essa impari alla sfida come lo furono il marxismo ed il comunismo – ironia della storia (s minuscolissima).

Ma torniamo a Kojève.

Hegel aveva creduto, secondo Kojève, di ritrovare un senso alla Storia (S grande) universale in questo: “La Storia ha termina quando l’Uomo [U grande] non agisce più nel senso pieno della parola: ossia non nega più, non trasforma più il dato naturale e sociale in una Lotta cruenta e un Lavoro creatore” (A. Kojève, La dialettica e l’idea della morte in Hegel, Einaudi, Torino 1948, p. 63). In tal modo, la “dialettica” della storia si placa, in un desiderio realizzato, che ricorda l’annientamento però, ma questo è un altro discorso.

Per Hegel, l’Uomo è nient’altro che Desiderio di riconoscimento (‘der Mensch ist Anerkennen’) e la Storia non è che il processo della progressiva soddisfazione di tale Desiderio, che è pienamente soddisfatto nel e mediante lo Stato universale e omogeneo […]. Ma, anzitutto, Hegel ha dovuto anticipare sull’avvenire storico (per definizione imprevedibile […]), perché lo Stato cui guardava era ancora in via di formazione; e noi sappiamo che ancor oggi è ben lontano dall’avere un’ ‘esistenza-empirica’ (Dasein) o di essere una ‘realtà-oggettiva’ (Wirklichkeit), un ‘presente reale’ (Gegenwart) [Kojève scriveva nel 1948, ricordiamocene] . In secondo luogo – cosa ancor più importante -, come sapere se la soddisfazione [nell’originale una “d”, sodisfazione] procurata in e da cotesto Stato sia davvero una soddisfazione [una “d”] definitiva dell’Uomo come tale […]? come sapere se la stabilizzazione del ‘movimento’ storico nell’Impero non sia una semplice sosta, il risultato d’una stanchezza passeggera? […] Si può affermarlo solo supponendo che il Desiderio di riconoscimento esaurisca tutte le possibilità umane. Ma si ha il diritto di fare tale supposizione solo se dell’Uomo si abbia una conoscenza completa e perfetta […], e cioè assolutamente vera. Ora, per definizione, la verità assoluta può essere conseguita solo al termine della Storia [sempre secondo Hegel, eh]. Ma propri questa fine della Storia si trattava di determinare. Ci si attorce dunque in un circolo vizioso” (ibid., pp. 63-64).

Deduciamone solo questo, per ora – ci sarebbe molto, ma davvero molto ma molto da dire -: che lo “Stato universale” sarà in definitiva uno scacco, la “vera via” inizierà solo dopo che tutto ‘sto processo storico sarà parte del passato (e vien in mente la profezia di Daniele sul gigante dai piedi d’argilla, e i “Quattro regni”, dove si dice pure che “l’Anticristo”, che all’epoca non poteva esser così denotato, ma comunque le origini sono sempre nella fondamentale epoca della “cattività” babilonese, dunque influsso dualista persiano).

Quanto a chi scrive, in un vecchio blog – che il provider chiuse essendo fallito il portale (splinder), e del quale poco materiale ho salvato – alla fine degli anni Novanta scrissi questi due post: http://associazione-federicoii.blogspot.it/2013/12/gli-imperi-nascono-gli-imperi-muoiono.html (1998), e: http://associazione-federicoii.blogspot.it/2013/12/di-una-crisi-passata-che-si-e.html (stesso anno, quello della Crisi asiatica iniziava quello stesso anno l’area di cambio fisso che si sarebbe manifestata poi, come valuta, nell’Euro, il solo Prodi, in extremis, capì che l’Italia si stava per ficcare, tra risate, battute, ed escort, nel rimbambimento televisivo, con un popolo tele-vi-suonato e mentalmente andato, in una trappola, stava mettendo la gamba nella trappola a cesoia).

 

“Fine del ‘systema’ detto della ‘Grande Prostituta’”

Il ‘systema’ detto della “Grande Prostituta” inizia con la fine della parità aurea, il Gold Exchange Standard, voluto nel 1974 dagli Usa di allora anche in relazione al doversi pagare i gravi debiti per la fallimentare guerra del Vietnam.

Da allora siamo entrati in questo sistema della fluttuazione pura e del dominio dei mercati = dominio dei pochi attori che controllano e dominano i mercati stessi, che son tutto fuorché liberi.

Il sistema del Gold Exchange Standard non va idealizzato, ed aveva i suoi problemi (*), ma le voci, oggi insistenti, son che si ritorni alla valuta legata con l’oro, ma in un quadro di valuta globale. Tra l’altro, sembra che grossi quantitativi di oro siano passati di mano, ovvero di controllo, ovvero siano transati in un qualche modo.

Io direi che l’epoca della Grande Prostituta (G.P.) (**) sia così periodizzabile, in senso cronologico: 1974-2011 (quest’ultimo ivi compreso, anno che ne segna la crisi finale). Potremmo periodizzare quest’epoca lunga in due fasi: espansione della G.P., processo daccumulo di contraddizioni al suo interno, e processo di esplosione/crisi delel contraddizioni interne al ‘systema’ stesso.

Ora si tenta di ricostruire un nuovo sistema globale di transazioni valutarie e ci si ricordi che il 1913 fu un anno cruciale, in vista della costruzione del sistema dal quale siamo testè usciti. Anche questo 2013 sembra sia stato crcuciale, né va sottovalutata la decisione di arrivare ad un sistema bancario europeo comune, né la decisione di far sì che la Banca d’Italia diventi una public company. Questo è direttamente ricollegabile al tema in oggetto in questo post, poiché la Banca d’Italia possiede la quarta riserva aurea del mondo e, ditro la detta Banca, vi è uno stacco rilevantissimo fra il quarto possessore (la B. d’I.) e il quinto possessore, che ne ha meno della metà della B. d’I. In effetti, quel che ha difeso l’Italia nelle perigliose acque della Borse mondiali in tutti questi decenni è stato rpecisamente l’aver avuto la quarta riserva aurea del mondo (di cui una parte non irrilevante veniva dall’ex-Urss, le relazioni Italia-Russia, riguardo all’oro, andrebbero studiate con più attenzione).

NOTE

(*) Cfr., R. Triffin, Il Sistema monetario internazionale. Ieri, oggi, domani, Einaudi, Torino 1973 (anno prima del fatidico 1974). Interessante che, a p. 19, si parli della creazione di una probabile area di cambio europea: il progetto della moneta Euro è vecchio dunque, non di ieri…

(**) Apocalisse di Giovanni, capp. 17-20 in particolare (cfr. questo scritto online, che identifica il centro del systema della G.P. con gli Usa, oggi in grave crisi: “Il mistero di Babilonia”, ai link che ho posto nel Commento qui sotto, perché, posti su questo post, non funzionavano.

Il Testo di Apocalisse cap. 17 è qui: http://www.laparola.net/testop.php?riferimento=Apocalisse%2017.

Papiro con Ap. 1,13-2,1, a questo link: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/b4/Papyrus_98_%28Rev_1%2C13-2.1%29.JPG.