IL “LIBRETTO NERO”, Il Caffè, 30 dicembre 2003, Anno VI n.48 (274)

Da Il Caffè, 30 dicembre 2003, Anno VI n.48 (274) – Recensione del  “LIBRETTO NERO di Zhirinovskij”, Garzanti, Milano 1994:

IL “LIBRETTO NERO”, Il Caffè, 30 dicembre 2003, Anno VI n.48 (274)

8 thoughts on “IL “LIBRETTO NERO”, Il Caffè, 30 dicembre 2003, Anno VI n.48 (274)

  1. […] “Starting from very sensitive and knowledgeable political situation Vladimir Zhirinovsky to Glazyev that even official position is the current advisor to Vladimir Putin.” Dunque oggi Zhirinovskij influenza apertamente la politica del Cremlino, seppur indirettamente, come si è detto qui: IL “LIBRETTO NERO”, Il Caffè, 30 dicembre 2003, Anno VI n.48 (274) – al link: https://associazionefederigoiisvevia.wordpress.com/2014/03/05/il-libretto-nero-il-caffe-30-dicembre-2… […]

  2. […] https://associazionefederigoiisvevia.wordpress.com/2014/03/05/il-libretto-nero-il-caffe-30-dicembre-2&#8230😉 e che il nostro grande, lungimirante, attivo e mentalmente vario Occidente (ehm, ehm…) non ha seguito. La loro inesistente “testa” era volta altrove… […]

  3. In quest’ambito di considerazioni, è utile discutere “en passant” dell’ultimo libro di G. Kasparov, “Winter Is Coming” (2015), sulla scorta di qualche recensione.
    Una prima recensione è:
    ‘“Winter Is Coming” by Garry Kasparov, book review: A flawed yet vital look at Russian politics
    The former world chess champion turned Russian opposition leader recognises only light and dark, right and wrong
    Mary Dejevsky
    Thursday 19 November 2015
    http://www.independent.co.uk/arts-entertainment/books/reviews/winter-is-coming-by-garry-kasparov-book-review-a-flawed-yet-vital-look-at-russian-politics-a6740756.html.’

    Alcuni passi: ‘Excerpt from “Winter is Coming” By Garry Kasparov.
    https://www.scribd.com/document/328657568/Excerpt-from-Winter-is-Coming-By-Garry-Kasparov.’

  4. Una seconda interessante recensione. ‘Kasparov Checkmated
    Allen C. Lynch
    The long-time world chess champion coaches the West on its game against Putin, but his advice lacks nuance and a thorough grounding in history.
    ‘Winter is Coming: Why Vladimir Putin and the Enemies of the Free World Must be Stopped.’
    by Garry Kasparov
    Public Affairs, 2015, 291+xxviii pp., $26.99

    http://www.the-american-interest.com/2015/12/16/kasparov-checkmated/.’

  5. Tre considerazioni, ora.

    1) Molte osservazioni di Kasparov son giuste su Putin, qui sopra vi è , errata è l’analisi di fondo, il quadro generale di riferimento: l’Occidente come “mondo libero” e il resto le “dittature”, questa è l’ottica della guerra fredda, mentre noi viviamo delle conseguenze della fine del sistema della guerra fredda. Inoltre, il progetto di Putin, ancorché destabilizzante – questo son d’accordo – è profondamente difensivo: si tratta di recuperare i territori dell’ex Urss, dopo aver rivalutato Stalin, e, se possibile quelli dell’ex Impero zarista, sempre se possibile. E poi è un progetto privo di afflato ideologico espansivo. Tutto ciò non è che lo renda meno pericoloso: è vero l’inverso, la nostra epoca non potrebbe infatti accettare un progetto troppo ideologico. Mentre un richiamo ai “valori” ed al “passato imperiale” può aver successo.

    2) Per comprenderlo, al contrario, bisogna sviluppare un tutt’altro quadro, in tre fasi: a) fine della guerra fredda, b) propensione estensiva dell’America (gli USA), suo **FALLIMENTO in Medio Oriente** – di questo progetto (folle) – e, fase tre, c) il risorgere e l’ “insorgenza” delle ambizioni delle altre nazioni, rispolverarsi del mondo di **prima** della **Prima** Guerra Mondiale, le varie potenze in lizza e il contrasto “strutturale” fra Germani e Russia che i rispolvera, nell’ambito, però, del **collasso del Medio Oriente e dell’Accordo Sykes Picot (maggio 1916, cent’anni fa)** che, però, necessitò della fine della Prima Guerra Mondiale e della fine dell’Impero Ottomano per poter davvero essere implementati, e cioè il 1922 (fine Imp. Ottomano) e 1923 (nascita Rep. Turca). **Non certo** casualmente siamo tornati lì …

    3) Come si “ferma” Putin. Come detto (a sorde orecchie) nel lontano 2003 (cfr. https://associazionefederigoiisvevia.wordpress.com/2014/03/05/il-libretto-nero-il-caffe-30-dicembre-2003-anno-vi-n-48-274/), Putin ha preso delle parti del programma di Zhirinovskij e l’ha reso più “palatabile”, mantenendone intatto il nucleo, ed il nucleo è: Zhirinovskij ha studiato gli **errori** di Hitler – soprattutto che Hitler spingesse troppo e troppo rapidamente – decidendo la tattica dello “Stop and Go”, a fasi di attacco seguono fasi di “respiro”.

  6. Ora un progetto del genere può esser fermato da un “Occidente” del genere ? ? …

    Domanda retorica …

    Si dovrebbe – come prima cosa – far fuori le classi digerenti che hanno sì portato alla vittoria della guerra fredda ma pure alle sconfitte successive, perché hanno scambiato una fase per il processo ed han colorato la “fine del comunismo” di eccessive valenze, senza vedere il risorgere dei nazionalismi e del nazionalismo religioso soprattutto di matrice islamica ma non solo.
    Hanno gravemente sbagliato, e voler riaggiustare quel ch’è andato male con coloro che ci hanno portato qui è voler guarire da una malattia continuando ad inoculare quella stessa malattia: è impossibile.

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