Due link, uno di una – ormai ricorrente – interpretazione sulla crisi Ucraina e l’altra di un’interpretazione oggi minoritaria e poco ricorrente

Il primo link è: “Is Putin Being Lured Into a Trap? The Obama Game”, http://www.unz.com/mwhitney/is-putin-being-lured-into-a-trap/, del 15 aprile di quest’anno.

Vi si sostiene che Putin sarebbe caduto in una trappola, il che può esser vero, ma non da parte di “Obama e dell’amministrazione americana”, che si vuole sempre col coltello in bocca. Davvero stupisce questa continuazione di una visione piuttosto adatta all’epoca Bush che a quella presente! Ma come si fa a non vedere che l’America è in ritiro dappertutto? E che lo sa? Questa sorta di “mini (nuova??) guerra fredda ‘pocket’”, anzi, fa comodo per rallentare – temporaneamente ché, sul breve-medio periodo, l’America è in declino inarrestabile – il declino americano. Quindi è l’opposto della realtà. Quanto all’Europa… Lasciamo perdere: è inconsistente, auto-suicida com’è suo solito, la peggior nemica di se stessa.

Veniamo alla seconda interpretazione, oggi strettamente minoritaria. Chissà se questi illustri Soloni della relativa pseudo-onnipotenza americana si rendono conto che, in termini di opinione pubblica, Putin la sta vincendo in sostanza, per lo meno in Occidente. Quanto poi ai fini veri della trappola, gli illustri Soloni di cui sopra sarebbero del tutto sorpresi del fatto che lo scopo di ciò che loro chiamano trappola è ben diverso dal far vincere la residuale potenza americana, piuttosto di usarla. 

La seconda interpretazione è questa: “The revolution in Putin’s head”, http://blogs.reuters.com/mark-leonard/2014/04/24/the-revolution-in-putins-head/, del 24 aprile di quest’anno.

Qui si sostiene quest’idea, a mio avviso ben più vicina alla realtà, che cioè Putin si sia intrappolato nella sua retorica e nella sua effettiva credenza nazionalistica e revanscista (sulla quale cfr. il link qui sopra: https://associazionefederigoiisvevia.wordpress.com/2014/03/05/il-libretto-nero-il-caffe-30-dicembre-2003-anno-vi-n-48-274/).

E che ora o cavalchi la tigre o gli tolgono il sostegno.

E cioè che i moti revanscisti e nazionalisti – ma il nazionalismo non è il “contrario” della globalizzazione: la sua rinascenza è l’ effetto della globalizzazione!, far capirlo a certuni è più difficile che far passare un cammello per la cruna del lago – i moti revanscisti e nazionalistici ci sarebbero comunque. Putin interviene allo scopo di controllarli, manovrarli ed indirizzarli nel suo progetto neo-zarista e neo para-staliniano di riaffermazione dell’egemonia russa su tutto l’ex-Impero.

Perché questo è, e questo è sempre stato (https://associazionefederigoiisvevia.wordpress.com/2014/03/05/il-libretto-nero-il-caffe-30-dicembre-2003-anno-vi-n-48-274/): gli “Occidentali/incidentali/indecenti” non amano vederlo, ma è così.

Mi ricordo di quando Zhirinovskij diceva di essere un “moderato in tutto”, dicendo che, chi avesse voluto vedere l’estremismo, doveva vedersela con Pamjat’. Ma bisogna essere del tutto distaccati dalla retorica sulla “democrazia” che ha largo corso da noi, nell’Occidente/indecente, per aver visto queste cose.

Ed ormai? Ormai le cose vanno per il loro corso, verso la nuova guerra fredda “pocket”, le sanzioni e le conseguenze sull’economia mondiale.

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