Una “Lettera Aperta” di G. Kasparov a G. Verhofstadt. Un commento

Il link, dal titolo di “Open Letter to Guy Verhofstadt on Eve of EU Presidential Debate”, è: http://www.kasparov.com/open-letter-to-guy-verhofstadt-on-eve-of-eu-presidential-debate/.

E in esso ci sono molte giuste considerazioni, ma un errore di fondo: che l’ “Europa” creda ancora in qualcosa. Attenzione: non è che l’Europa non creda più a “X” ma creda ad “Y”: non crede più a nulla! Da noi il “nichilismo compiuto” si è ormai realizzato, a differenza di ogni altro posto al mondo!

Quindi, che possa far qualcosa per una ragione “ideale” è chimerico.

L’ “abboffato”, satollo, stanco, svagato, rincerconito cittadino “medio” europoide vuole solo due cose: 1) pagare meno tasse; 2) difendere il suo sistema di vita, la sua raggiunta ricchezza, che, però, ha il grave torto di dare per scontata, di pensare che gli sia dovuta. Non gli è dovuta invece, è un portato della storia. Dietro praticamente tutte le forme di sedicente “protesta” oggi ci sono queste due cose, soprattutto la seconda. Difatti, le proteste non si sono mai e poi mai avute quando il singolo cittadino europeo poteva cullarsi nell’illusione della ricchezza guadagnata una volta e per sempre, nella libertà meramente individuale guadagnata anch’essa una volta e per sempre. Allora vi era il generale compiacimento ed i pochi che osavano dubitarne erano considerati dei paria. Queste cose ce le dobbiamo dire.

Ora, i dittatori del mondo han capito bene: le belle storielle sulla “democrazia” sono delle buffonate, il tutto si riduce ad una tecnica elettorale, che si può concedere senza problemi. Infatti, si può manipolare qualsiasi tecnica, dunque anche questa. L’Europa stessa è dominata da un’oligarchia come i loro stessi paesi, ma un’oligarchia mascherata, che deve quindi mantenere delle apparenze come nei divorzi consensuali, dalle quali apparenze, tuttavia, loro stessi dittatori-che-hanno-capito, sono esentati. O, almeno, essi possono manipolare la situazione con più facilità in un qualche modo, e, dunque, sono esentati dal “mantenere le apparenze” allo stesso vincolante modo che c’è qui. Insomma, lì il divorzio è anche non consensuale mentre qui è necessariamente consensuale. Ma divorzio si tratta in ambedue i casi: la democrazia, come principio politico, esattamente come dopo la Prima Guerra Mondiale, da un apparente successo globale si è trasmutata in un fallimento globale, perché, sostanzialmente, in nessun caso sa porre un argine al dominio delle oligarchie. Queste ultime, di fatto, hanno in mano il globo oggi.

Quanto sia debole l’Europa lo hanno capito tutti! Quanto sia basata sull’economicismo, e cioè su di una visione del mondo che si sostanzia sulla dittatura dei bilanci e dell’economia, ma è priva di qualsiasi ideale, lo hanno capito tutti!

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