Del “perché” i “giovini” americani si sentan attratti dal “socialismo”

Su di un tal tema, un interessante link è questo:

“Why Young Americans Are Drawn to Socialism”

Vi si sostiene che la ragione di tutto ciò sta nel fatto che – per fare un esempio – per i “giovini” americani l’esempio del capitalismo non è Ronald Reagan, ma Donald Trump, e questo provocherebbe la ripulsa verso il sistema.

Ora però, a parte che Trump considera Reagan come un esmepio – del tutto erroneamente, ma non può farne a meno, essendo per lui una personalità “modale”, per quanto ne sia lontanissimo, in effetti -, tutto ciò non fa che dimostrare che il capitalismo, un tempo il sistema più dinamico del globo, è divenuto parte di quella che Toynbee avrebbe chiamato una “minoranza dominante” in una società che ha vissuto “uno scisma nell’anima” e si avvia verso la dissoluzione. Infatti, quando un sistema – qualsiasi – giunge alla saturazione, non essendo più dinamico (= attraendo per la sua dinamicità, senza imporsi), diviene una fatto assodato. La forza dinamica sparisce: si crea quindi una gerarchia fissa, **immodificabile**, tanto più parodistica quanto più fa del “dinamismo” – pseudo dinamismo in un “systema chiuso” – la sua bandiera. In una parola: tutto cambia, ma rende la divisione delle società sempre più fissa ed immodificabile. Quest’ultima ha una causa **strutturale**, che significa: relativa al modo, **con** ed **in** cui, questo System funziona.

Ecco che il problema non è Donald Trump, che è un mero **sintomo** del problema; il problema è il capitalismo, che cosa esso sia, e come davvero funziona.  E qui non parlo della cosiddetta “sinistra”, ma ci facciano il piacere.

Oggi l’anti capitalismo non ha più niente a che spartire con la “sinistra” cosiddetta. Perché e per come si sia giunti alla situazione attuale, ha un grosso interesse **storico**: ma, in se stesso, è un semplice, mero fatto.

 

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